COLTIVARE FUNGHI CON I FONDI DI CAFFE’: ecco ‘Funghi Espresso’

Funghi Espresso è una startup agricola che coltiva funghi freschi utilizzando fondi di caffè provenienti dai bar come substrato. In questo modo gli scarti di un ciclo produttivo possono essere reimpiegati come risorse.

Dal 2014 a oggi, la startup di Capannori (Lucca) ha recuperato oltre 12 tonnellate di fondi di caffè, utilizzate per produrre e vendere una tonnellata di funghi freschi. Ha sviluppato inoltre 3mila kit per la coltivazione domestica di funghi commestibili della specie Pleurotus.

Fungo: Pleurotus ostreatus

Da quest’anno, la startup lancia una campagna di raccolta fondi per la costruzione del primo container urbano per la coltivazione di funghi in città. Grazie al supporto di Postepay Crowd, nato dalla collaborazione tra Postepay, Visa ed Eppela.

Un crowdfunding nel segno della sostenibilità, della bioeconomia e del riciclo ecocompatibile:

Vogliamo trasformare il nostro processo produttivo in modello replicabile che possa essere realizzato anche in contesti urbani

dichiarano Antonio Di Giovanni e Vincenzo Sangiovanni, rispettivamente agronomo e architetto, fondatori di ‘Funghi Espresso’ insieme all’imprenditore giapponese Tomohiro Sato.

Sono sufficienti un semplice container e un po’ di intelligenza artificiale. Sfrutteremo lo spazio in verticale e un sistema di sensori, collegati ad Arduino, ci permetterà di automatizzare la coltivazione, modificando e controllando a distanza umidità e temperatura tramite la nostra app dedicata, rilasciata sia sui sistemi Ios che Android

Team di Funghi Espresso

Da scarti a risorse, non si spreca nulla

L’Italia è al quinto posto in Europa per consumo di caffè, pari a quasi 6 chili all’anno pro capite e sono presenti 110mila bar in grado di produrre ogni anno 300mila tonnellate di scarti.

Solo nell’unità produttiva di Capannori ne recuperiamo 2,5 t/mese, risparmiando i costi per la gestione, inquinando meno per il trasporto e coltivandoli con metodi naturali a impatto zero sull’ambiente. Il fondo di caffè non ha nemmeno bisogno di essere pastorizzato, con un notevole risparmio di energia. Inoltre stiamo pensando di far avere un vantaggio economico ai bar attraverso uno sconto in bolletta

racconta Antonio. E non esistono rifiuti, perché il substrato rimanente dalla coltivazione diventa un ottimo concime organico per l’agricoltura, chiudendo così il ciclo del caffè.

Esiste un modo nuovo di fare impresa: locale, sostenibile, capace di produrre cibo buono e sano. È lo “Urban Farming”, dove la produzione agricola a chilometro zero viene collocata direttamente all’interno delle città. I centri urbani, infatti, sono pieni di spazi inutilizzati, le cosiddette “zone grigie”, che creano degrado e si potrebbero rivalorizzare attraverso progetti agricoli in grado di restituire alle città gli scarti prodotti sotto forma di prodotto alimentare fruibile.

Futuro, tra standardizzazione e formazione

Funghi Espresso sta per arrivare anche a Firenze, ma sarà l’avvio dei container a lanciare la startup alla fase successiva, spostando l’attenzione dalla produzione alla standardizzazione del sistema. Riproducibilità del modello anche in autonomia: è già in vendita l’occorrente per produrre i funghi a casa (come fa Recofunghi), ma arriverà anche il “kit per fare i kit” destinato a bar e locali.

Il progetto educativo però è sicuramente quello più atteso:

Sono partiti percorsi di formazione e coltivazione nelle scuole e arriverà un training di due giorni per chi desidera replicare la nostra idea

Infine, tra gli obiettivi possibili anche l’espansione del modello container fuori dai confini italiani. Magari in Germania, a Berlino, città fortemente improntata a progetti urbani di questo tipo.

Tag:, , , , , ,

Related Posts

by
Previous Post Next Post

Lascia un commento

0 shares

My Newsletter