SHANGHAI: nasce l’URBAN AGRICULTURAL DISTRIC

Eccoci a Shanghai, un piccolo borgo di 27 milioni di anime, altrimenti definibile come la città più popolata al mondo. Come di certo sapete, ci troviamo in Cina. Paese in forte espansione, tanto che negli ultimi 20 anni ha dovuto sacrificare qualcosa come 123mila kmq (più o meno l’estensione della Grecia, per rendere l’idea) di area coltivabile a favore dell’urbanizzazione.

Certo, di terra disponibile ce ne è ancora tanta. Anche se il Ministry of Enviromental Protection ha fatto recentemente sapere che un sesto di essa (la bellezza di 200mila kmq) è gravemente inquinata. Leggete incoltivabile.

Shanghai però non è la classica metropoli occidentale. Come gran parte della città orientali, ha cercato per decenni di mantenere un legame stretto con l’agricoltura, costellando la propria periferia di piccole aziende agricole che rifornivano di cibo fresco la popolazione cittadina. Tuttavia, la crescita frenetica degli ultimi tempi ha minato questa convivenza storica. Portando la città a servirsi sempre più dell’importazione e allontanando al tempo stesso i giovani dall’agricoltura.

Shanghai però non è neanche la classica metropoli cinese. È il fiore all’occhiello di questo Paese, il cuore economico e tecnologico, da sempre territorio fertile per l’innovazione. E, infatti, la soluzione non si è fatta
attendere.

 

Nasce Sunquiao

Grazie alla collaborazione con lo studio di architettura Sasaki, è nato quindi il progetto Sunqiao: un distretto agricolo-culturale di ben 100 ettari (140 campi da calcio) racchiuso tra l’aeroporto e il centro. Un grande quartiere in cui svetteranno delle vere e proprie Fattorie Verticali basate sui principi dell’idroponica e dell’acquaponica. All’interno, sperimentazione e produzione andranno di pari passo verso un futuro sostenibile.

D’altronde Shanghai rappresenta il luogo ideale per il Vertical Farming: il prezzo della terra è alle stelle, quindi costruire verso l’alto è l’unica alternativa ragionevole. Inoltre il 56% degli ortaggi consumati dai suoi abitanti appartiene alla famiglia delle cosiddette verdure a foglia verde (leafy greens), quali spinaci, verza, cavolo cinese e altre. Tipologie di colture tra le più semplici ed efficaci da realizzare con le tecniche fuori suolo, idroponica in primis.

Tuttavia, pensare a Sunqiao come a una enorme ‘fabbrica di cibo’ non solo è riduttivo, ma anche sbagliato. Oltre alle Vertical Farm ci sarà, infatti, spazio per una serra interattiva, un museo della scienza, parchi e percorsi pedonali, ristoranti e mercati, oltre che ovviamente tante abitazioni.

L’idea è quella di riportare l’agricoltura a essere parte attiva e integrante di una città, protagonista anche del contesto urbano.

Una condizione possibile quanto necessaria se si vuole un mondo con minori sprechi, cibi più sani, mercati locali più attivi e maggiore conoscenza. Già, perché l’altro grande traguardo di questo masterplan consiste proprio nel rieducare i giovani sulla provenienza del cibo, riavvicinarli all’agricoltura, alla coltivazione, all’ambiente, in fin dei conti, alla vita.

 

 

Photo credits: Sasaki Associates, Inc

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  1. Pingback: NyAgTechWeek 17 – Day Five – Sito verticalfarmingitalia.com

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