#FridayProject: GAIA Projet

#FridayProjet Round 4 - GAIA Projet - Vertical Farming Italia

Terza puntata del nostro #FridayProject

Protagonista: GAIA Projet

Camille e Johanna sono due studentesse francesi di Ingegneria.

Due ragazze con interessi accademici diversi, la prima si sta specializzando in sistemi energetici, la seconda in ambito civile, ma animate dallo stesso sogno: contribuire alla ricerca di un mondo più ecosostenible.

Entrambe, infatti, sono ben consapevoli che nel 2050 saremo 10 miliardi di persone e che la richiesta di cibo non potrà essere soddisfatta dagli attuali metodi di coltivazione.

Una possibile soluzione prende il nome di Indoor e Vertical Farming, la coltivazione fuori suolo in ambienti controllati. Ma qual è l’esatta portata di questo movimento?

Per scoprirlo, Camille e Johanna hanno deciso di lanciare il GAIA Projet – Grow An Innovative Agritecture. Un progetto di ricerca, analisi e sintesi sulle realtà esistenti articolato in 4 Fasi.

Stage of the ProjetStage 1 - 2

Noi le abbiamo raggiunte al termine del loro viaggio itinerante per il Mondo, per cercare di capire quali fossero le loro prime sensazioni a caldo.

Qual è il Paese che vi è sembrato più pronto a recepire queste nuove tecnologie?

«Senza ombra di dubbio il Giappone! In accordo col Professor Toyoki Kozai [fondatore della Japan Plant Factory Association, ndt], ad oggi si possono contare circa 200 aziende agricole che lavorano con luce artificiale. La popolazione ha ormai accettato questo tipo di agricoltura e nei supermercati si possono trovare intere sezioni dedicate ai prodotti idroponici».

Indoor Farming - GiapponeGiappone

 

 

 

 

 

 

Le due ragazze fanno bene a parlare di accettazione perché la diffidenza è uno degli ostacoli maggiori per chi coltiva in assenza di suolo. A chi chiude gli occhi a priori, sostenendo che “non è un metodo naturale”, artificiale e non salutare, le due ragazze di GAIA rispondono così:

Pensate invece che crescere ettari e ettari di insalata perfettamente allineata fosse tra i disegni di Madre Natura?

L’educazione è l’unica arma per sconfiggere questa paura. Educare sulla base di dati scientifici relativi alle qualità organolettiche dei prodotti coltivati. Per il resto:

«Potenzialmente non ci sono limiti alle possibilità di espansione di questo settore. Il Vertical Farming potrà svilupparsi ovunque, ovviamente con caratteristiche diverse a seconda delle tradizioni e delle politiche di ogni Paese».

Un grande e sincero in bocca al lupo quindi alle due colleghe di GAIA Projet per il continuo della loro avventura:

«Il progetto è appena iniziato! Abbiamo completato la prima parte di visite e interviste e ora stiamo scrivendo un “Libro Bianco” con le nostre analisi e conclusioni che verrà pubblicato entro la fine dell’anno. Ma abbiamo già tante altre idee e opportunità per il 2018!»

Photo Credits: GAIA Projet

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Viaggiatore amatoriale, scrittore improvvisato, appassionato di basket e surf. Laureato alla triennale in Scienze Politiche e alla magistrale con lode in Giornalismo e Cultura Editoriale. Co-fondatore di Vertical Farming Italia dove si occupa di Comunicazione e Amministrazione 🌿
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