#FridayProject: IKEA – Algae Dome

Vertical Farming Italia

Quinta edizione del nostro #FridayProject

Protagonista: IKEA e il suo Algae Dome

Anche il colosso svedese dell’arredamento ha il suo piccolo segreto: Space 10. Uno speciale laboratorio in terra danese, esterno ma sovvenzionato da IKEA, con un umile scopo: anticipare il futuro.

Una fucina di idee e spunti per non fermarsi all’orizzonte del presente.

We are on a mission to explore and design new ways of living

Non è un caso che uno dei temi più caldi sia quello legato al cibo. La sua produzione e i suoi consumi rappresentano ormai una sfida imminente per tutti noi. Come sfamare i 10 miliardi che saremo nel 2050?

Già qualche mese fa, proprio dalla pancia di Space 10 era nata l’idea di Growroom, un orto fai da te di design in grado di soddisfare le esigenze alimentari di una famiglia.

Ora però si è deciso di puntare ancora più in là. Di abbandonare gli schemi tradizionali e andare alla ricerca di una soluzione innovativa, produttiva ed ecosostenibile al tempo stesso.

Come primo passo, Space 10 ha deciso di lanciarsi nel mondo della coltivazione fuori suolo con The Farm, una vera e propria hydroponic farm in miniatura all’interno dello stesso laboratorio.

Vertical Farming Italia

In linea con le ultime tendenze del Vertical Farming, i ragazzi sponsorizzati da IKEA hanno deciso di produrre in assenza di terra e luce naturale sani e gustosi microgreens.

Le Microalghe

Perché proprio le alghe?

  • Le alghe contengono il doppio di proteine rispetto alla carne, a cui si devono aggiungere minerali e vitamine in abbondanza. Hanno più beta-carotene delle carote e più ferro degli spinaci.
  • Le microalghe in particolare sono tra gli organismi viventi che crescono più in fretta al mondo, non hanno bisogno di acqua potabile, e utilizzano pochissimo suolo. Possono crescere praticamente ovunque e in un solo giorno raddoppiano le proprie dimensioni.
  • Non sono, assorbono anche la CO2 e la convertono in ossigeno.

Siamo di fronte al super cibo del futuro?

Prendiamo ad esempio, la spirulina. Potenzialmente è il cibo perfetto. Oltre alle caratteristiche già citate è ricca anche di calcio, potassio, vitamina B e tutti gli essenziali amminoacidi.

E allora perché nessuno ci ha pensato prima?

Bè, in effetti, qualcuno sì. Gli aztechi, quantomeno fino al XVI sec, la coltivavano sul lago di Texcoco e la utilizzavano nella loro alimentazione quotidiana con il nome  di Tecuitlatl. E già nel 1974, la FAO l’aveva definita: “The best food for tomorrow“.

Il problema è sempre stato legato al gusto, la Spirulina, infatti, non si annovera tra i cibi più saporiti al mondo. Proprio per questo Space 10 ha chiesto allo chef danese Simon Perez di sperimentare nuovi abbinamenti e composizioni. Le immagini parlano da sole.

Mettendo da parte l’alta cucina, la Spirulina potrebbe davvero avere una voce in capitolo importante nella lotta alla malnutrizione nei Paesi del terzo mondo. Le sue proprietà nutrizionali sono indiscutibili.

Non solo, un’applicazione ancora più interessante sarebbe quella relativa al mondo degli animali da allevamento. Ad oggi il loro fabbisogno proteico viene perlopiù soddisfatto dalla soia, con un consumo di suolo notevole, specie in America Latina.

Ah, e poi ci sarebbero anche le potenzialità come biocarburante

Torniamo al punto, perché se le microalghe sono così convenienti nessuno le sta producendo?

I costi e la poca conoscenza.

Algae Dome

È questa la vera sfida, a cui anche IKEA e Space 10 stanno cercando risposta. Ci sono realtà e startup interessanti che utilizzano le microalghe per combattere l’inquinamento, ma se si vogliono davvero attirare investitori serve più attenzione e conoscenza.

Ed è esattamente per questo motivo che è stato presentato alla CHART Air Fair di Copenaghen l’Algae Dome. Per avvicinare i cittadini a questo mondo, per dimostrare le potenzialità in maniera concreta e diretta.

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L’Algae Dome è un bireattore di 4 metri d’altezza in grado di produrre 450 litri di microalghe nei tre giorni di fiera. È stato ideato e realizzato da tre giovani architetti: Aleksander Wadas, Rafal Wroblewski, e Anna Stempniewicz in collaborazione con il bioingegnere Keenan Pinto.

Migliaia di persone si sono fermate, hanno chiesto, hanno assaggiato e si sono documentate su questo straordinario mondo. La conoscenza è la base del progresso.

Ora non resta che trasformare il futuro in presente


Photo Credits: Space 10

 

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Viaggiatore amatoriale, scrittore improvvisato, appassionato di basket e surf. Laureato alla triennale in Scienze Politiche e alla magistrale con lode in Giornalismo e Cultura Editoriale. Co-fondatore di Vertical Farming Italia dove si occupa di Comunicazione e Amministrazione 🌿
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