FoodTech: Il nuovo motore della crescita sostenibile

Vertical Farming Italia

Ernst and Young (EY) porta a Parma la discussione sul futuro del settore agroalimentare

È andato in scena ieri, nelle sale universitarie del Centro Congressi S. Elisabetta, un evento incentrato sulla FoodTech come possibile risposta ai bisogni dei consumatori.

D’altronde siamo sempre più attenti a ciò che mangiamo, ricerchiamo la qualità, e non solo. Vogliamo anche sicurezza, tracciabilità, freschezza del prodotto e minor impatto ambientale possibile. Lo standard si sta alzando e le aziende agroalimentari devono trovare le giuste soluzioni se non vogliono perdere il già arrancante treno del profitto.

Per capire quali possano essere queste nuove strategie, EY ha deciso di lasciare la parola a chi direttamente è coinvolto nel processo e sta facendo dell’innovazione la propria bandiera. Imprenditori, manager e professori universitari si sono alternati nel corso del pomeriggio all’interno di tre diverse tavole rotonde.

1. Sostenibilità: come portarla al centro della strategia aziendale

Vertical Farming Italia - Sostenibilità

Come prima cosa si è parlato di sostenibilità. Termine di moda e spesso abusato, ma che comunque porta ancora in seno quel significato vitale di rispetto e attenzione per l’ambiente e i suoi abitanti.

Luciano Pirovano, Sustainable Development Director di Bolton Group, ha spiegato come sia sempre più importante avere il supporto di una NGO per dare credibilità alle proprie politiche di sostenibilità agli occhi dei consumatori. A prova di ciò, ha raccontato il caso di Rio Mare che, dopo anni di critiche, è riuscito non solo a conquistare l’approvazione di Greenpeace, ma anche a lanciare una campagna sul rispetto del mare insieme a WWF.

SimonPietro Felice, Direttore Generale di Caviro, ha illustrato come l’azienda vitivinicola leader in Italia (il Tavernello è uno dei suoi prodotti) abbia da anni una forte politica ambientale volta alla ricerca di un ciclo produttivo a minor impatto possibile.

Insieme a loro anche il professor Arfini Filippo del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma, e Ivano Vacondio, Presidente di Federalimentare, che hanno invece cercato di dare un taglio più di “concetto” alla tematica, parlando ad esempio dell’importanza della comunicazione nel far capire la sicurezza e la qualità del prodotto e dei suoi processi di trasformazione.

2. Blockchain: i primi casi concreti di applicazione di questa tecnologia in Europa

Vertical Farming Italia - Blockchain

Una tecnologia da applicare se si vuol migliore la trasparenza con il consumatore è sicuramente quella della blockchain,  ovvero una sorta di registro digitale di dati divisi in blocchi che non possono essere modificati una volta creati.

Nata per fini perlopiù finanziari – è, in sostanza, la base di tutto il mondo dei bitcoin – la sua applicazione al mondo agroalimentare è molto interessante come chiarisce Giovanni Panzeri, Direttore MDD Italia per Carrefour. Il gigante francese, infatti, sta puntando molto su questa tecnologia, tanto che ne ha lanciato una prima applicazione relativa alla filiera dei polli. Grazie a un semplice Qr Code il consumatore potrà visionare dati e informazioni sull’intero percorso di allevamento e trasformazione.

Una rivoluzione non solo per il cliente finale, ma anche per il fornitore della GDO che ne guadagna in trasparenza e credibilità. Per tornare a Carrefour, è questo il caso di Fileni, azienda produttrice di pollo biologico che grazie alla Blockchain ora riesce a dare ancora più voce alle sue unicità produttive, come racconta Giacomo Marinelli.

Lo stesso principio si può ovviamente applicare anche al settore vitivinicolo, ed è proprio quello che fanno a Lavis, colosso trentino del vino di qualità. Federica Cazzara mostra come la wine blockchain possa rappresentare il futuro della tracciabilità anche in questo mercato.

3. FoodTech: esempi reali di come nuove tecnologie di fabbrica e di campo stanno trasformando il futuro del settore

Vertical Farming Italia - Food 4.0

Con l’ultima tavola rotonda, EY ha voluto chiamare a parlare chi si è spinto ancora di più nel futuro, dando vita a realtà innovative nel vero senso del termine, precursori di futuri mercati, specie nel difficile panorama italiano.

In realtà si inizia parlando ancora di blockchain con Pietro Lanza, Direttore Generale Intesa IBM & Blockchain Leader IBM, che ci racconta come anche un colosso come l’IBM abbia ormai una sezione dedicata a questa tecnologia e di come stiano collaborando con Barilla per tracciare la filiera del basilico.

È poi il turno di Pietro Torresan, Responsabile Progetto Innovazione per la CIA Agricoltori Italiani, una delle più grandi organizzazioni agricole professionali europee (oltre 900.000 iscritti), illustrare come sia volontà di tutti andare verso un food che sia davvero 4.0, che superi gli sprechi e ricerchi una maggiore efficienza, nonché qualità.

Ed è proprio in questo quadro che si inseriscono Egidio Alagia, Communication Manager and Business Developer per Treelium e Luca Travaglini, Owner and Founder, Planet Farms Italia e Head of Travaglini Farm Tech Division. Il primo propone un attivatore idrodinamico dell’acqua (tramite ultrasuoni) con diverse applicazioni possibili: anticalcare, antibatterico, irrigazione e ossigenazione.

Il secondo, be’ il secondo è il motivo principale per cui anche noi eravamo presenti all’evento. Travaglini Farm Tech è probabilmente la realtà più interessante nel panorama del Vertical Farming in Italia, ma anche in  Europa, con un livello tecnologico da fare invidia ai compagni a stelle e strisce.

Per questo motivo abbiamo preferito lasciarvi ascoltare direttamente e interamente il suo breve intervento:

Ma l’evento non si è concluso con le tre tavole rotonde.

C’è stato tempo anche per la presentazione di una ricerca interna di Ernst & Young. Marco Grieco, Consumer Products and Retail Advisory Leader per EY, e Marco Menabue, Food Industry Leader sempre per EY hanno cercato di indagare e chiarire che cosa si intenda per denominazione controllata e se questa rappresenti davvero l’unico driver possibile per l’internazionalizzazione.

E per concludere un’ora abbondante dedicata a tavoli tematici verticali sui tre argomenti toccati nella giornata (Sostenibilità, Blockchain, Food 4.0), in cui tutti gli ospiti hanno avuto modo di interagire, scambiare impressioni e opinioni con i relatori.

 

 🍀Un’ottima occasione di netwoking e di diffusione del verbo del Vertical Farming🍀

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Viaggiatore amatoriale, scrittore improvvisato, appassionato di basket e surf. Laureato alla triennale in Scienze Politiche e alla magistrale con lode in Giornalismo e Cultura Editoriale. Co-fondatore di Vertical Farming Italia dove si occupa di Comunicazione e Amministrazione 🌿
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